Il Simbolo della fede

Il Simbolo della fede

Lo recitiamo nella Messa: custodisce la verità su Dio e ci unisce nella stessa fede degli Apostoli

«La fede della Chiesa precede, genera, sostiene e nutre la nostra fede» (CCC 168).

Con il nome di Credo la Chiesa indica il Simbolo della fede, una sintesi autorevole delle verità rivelate da Dio e professate dalla comunità dei credenti. Recitare il Credo significa aderire con tutto il cuore a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, e alla salvezza che Cristo ha compiuto per noi.


Che cos’è il Credo e perché è importante

Il Credo non è un elenco freddo di nozioni, ma la memoria viva della fede apostolica. È nato per custodire l’unità della Chiesa, istruire i catecumeni e riconoscere la vera fede di fronte agli errori. Per questo, la sua professione è parte integrante della liturgia e della vita spirituale.


Il Simbolo degli Apostoli

È la formula più antica della Chiesa di Roma, usata nel catecumenato e nel Battesimo; viene chiamata “degli Apostoli” perché riassume la loro fede.

Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra.
E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi, la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.


Il Simbolo Niceno-Costantinopolitano

È il Credo proclamato dai Concili di Nicea (325) e Costantinopoli (381) per difendere la verità su Cristo e sulla Trinità. Nella Messa domenicale è la forma ordinaria.

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre [e dal Figlio]. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.


Perché due “Credo”?

La Chiesa usa due forme autentiche e complementari. Il Simbolo degli Apostoli è più breve e catechetico; il Simbolo Niceno-Costantinopolitano è più solenne e teologico. Entrambi esprimono la stessa fede della Chiesa una.


La struttura della fede professata

I Padri descrivevano il Credo come diviso in tre parti: Padre, Figlio e Spirito Santo. Tradizionalmente si parla anche di “dodici articoli”, come i dodici apostoli: segno dell’integrità e della completezza della fede.

  • Fede in Dio Padre Creatore.
  • Fede in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo: incarnazione, passione, morte, risurrezione, ascensione, giudizio.
  • Fede nello Spirito Santo, nella Chiesa, nei sacramenti, nella vita eterna.

Vivere il Credo: liturgia, vita, preghiera

Il Credo non si limita alla recita domenicale: è regola di fede e luce per le scelte. Nella Messa professiamo insieme ciò che crediamo; nella vita quotidiana il Credo orienta la nostra condotta; nella preghiera diventa atto di fiducia: «Credo, Signore; aumenta la mia fede!» (Lc 17,5).


Domande frequenti

  • Quando si recita il Credo? Nella Messa domenicale e nelle solennità; è opportuno pregarlo anche personalmente.
  • Quale forma usare? In liturgia si usa ordinariamente il Simbolo Niceno-Costantinopolitano; il Simbolo degli Apostoli è comune nel Rosario e nei catechismi.
  • È lecito recitare il Credo in famiglia? Sì: è una forma semplice per trasmettere ai figli la fede della Chiesa.

«Questa è la nostra fede, questa è la fede della Chiesa; e noi ci gloriamo di professarla in Cristo Gesù, nostro Signore.»

Riferimenti: Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 185-197; 198-1065.

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